SPORT E GENERE. La parità di genere nello sport: le iniziative intraprese in Europa e nel contesto associativo.

SPORT E GENERE. La parità di genere nello sport: le iniziative intraprese in Europa e nel contesto associativo.

Lo sport rappresenta un elemento fondamentale sul piano emotivo e sociale, un ambiente multidimensionale, dinamico, ludico, adatto ad intensificare la coscienza di sé e del proprio corpo, è uno strumento educativo e formativo e spesso è anticipatore dei mutamenti sociali. Abbina l’attività fisica con quella ricreativa, favorisce la salute, la longevità, il benessere fisico e psicologico. Inoltre, è aperto a tutti, donne e uomini, giovani e anziani, normodotati e persone con disabilità.

Per quanto concerne la parità di genere nello sport, il Parlamento europeo ha approvato nel 1987 la Risoluzione ‘Donne nello sport’ (doc. A2-32/87/riv), precedentemente formulata nel 1985 dall’Unione Italiana Sport.

Il documento approvato dal PE, “La Carta dei diritti delle donne nello sport”, rappresenta il primo passo per riconoscere le pari opportunità tra gli uomini e le donne nel contesto sportivo a livello europeo. È indirizzata a tutte le persone senza distinzione di cultura, religione, età, capacità fisiche e mentali. Inoltre, la Carta è basata sui valori universali di equità e intende fornire delle misure specifiche per rinforzare le politiche per le pari opportunità di genere.

Con l’inizio del nuovo millennio, la Commissione Europea ha rafforzato le azioni in favore del mondo sportivo, emanando il Libro bianco sullo sport, rappresentandone la prima iniziativa intrapresa a livello globale. Lo scopo del documento consiste nel fornire un orientamento strategico sul ruolo dello sport nell’Unione Europea. Esso riconosce l’importanza sociale ed economica dello sport ed è in linea con la normativa EU. Infatti, il Libro bianco si suddivide in quattro aree tematiche tra le quali:

  • Il ruolo sociale dello sport;
  • La dimensione economica nello sport;
  • L’organizzazione dello sport;
  • Il dialogo con le realtà sociali e gli utenti coinvolti.

Le tematiche trattate sono considerate di vitale importanza per costruire una società sana e dai valori forti.  Infatti, il ruolo importante dello sport nella società europea e la sua natura specifica sono stati riconosciuti nel dicembre 2000 dalla dichiarazione del Consiglio europeo sulle caratteristiche specifiche dello sport e la sua funzione sociale in Europa, di cui si dovrebbe tener conto nell’attuazione delle politiche comuni (“dichiarazione di Nizza”)[1].

L’APS RISEWISE SEWD sostiene e promuove le linee guida e gli indicatori dettati dalla CE e in particolare utilizza il potenziale dello sport per raggiungere l’inclusione sociale, l’integrazione e le pari opportunità. L’APS ritiene che tutti i componenti della società dovrebbero avere accesso allo sport. In particolare, l’accessibilità alla pratica sportiva deve coinvolgere soprattutto per i giovani che vivono in condizioni di svantaggio, le persone con disabilità, gli anziani e le donne.

Con riferimento alle donne, l’APS incoraggia l’integrazione delle questioni di genere nella maggior parte delle attività sportive e motorie, con un interesse specifico per l’accesso allo sport da parte delle donne con disabilità.

Le ragioni identificate dal Consiglio europeo sulla parità di genere sono molteplici, tra cui:

  • Le donne sono relegate ai margini dei processi decisionali. In tutti gli Stati membri, la rappresentanza delle donne nelle posizioni decisionali di vertice delle organizzazioni sportive rimane molto bassa. In media, solo il 14 % delle posizioni era occupato da donne nel 2015, con percentuali diverse tra i vari paesi (dal 3 % in Polonia al 43 % in Svezia).
  • Lo sport è considerato un ambito maschile; Gli stereotipi di genere prevalenti influenzano la partecipazione delle donne non solo ai processi decisionali nelle organizzazioni sportive, ma anche alla pratica sportiva.
  • Gli staff tecnici sono dominati dal genere maschile; L’area tecnica è un altro ambito dello sport in cui le donne sono largamente sottorappresentate. Sulla base dei dati di sette Stati membri dell’UE, si stima che le allenatrici in Europa non superino il 20-30 % [2]. La presenza delle donne tra gli allenatori è molto più comune nelle discipline che vedono una forte componente femminile nella pratica dello sport (ad esempio nella danza, nella ginnastica, nel pattinaggio artistico e nell’equitazione); le allenatrici lavorano prevalentemente con donne, adolescenti o bambini che gareggiano a livello locale e regionale.
  • Gli stereotipi nei media tengono le donne in secondo piano. I media possono svolgere un ruolo importante nel rafforzamento o, viceversa, nell’indebolimento degli stereotipi di genere negli sport. L’applicazione degli stereotipi di genere agli atleti maschi e femmine da parte dei media è ben documentata e spesso le atlete vengono sessualizzate: si tende infatti a rappresentarle in un modo che contribuisce a mettere in secondo piano i risultati ottenuti nello sport, dando risalto alla femminilità e all’attrazione sessuale invece che alla forza e alle capacità[3].

Dai dati raccolti nei report e nei dossier della Commissione Europea si evince una disparità di trattamento sia nell’ambito organizzativo sia nella pratica sportiva. Non si parla della condizione delle donne con disabilità, atlete e non.

Quali sono le sfide da affrontare per le donne con disabilità nel mondo sportivo?

Parlerò della tematica nel prossimo post della categoria ‘Genere e Sport’. Seguici attraverso i canali social, facebook o instagram!

 

Sabrina Dapino

 

 

FOTO CREDIT

https://www.flickr.com/photos/duncan/21509961192 , Creative Commons – Attribuzione non commerciale 2.0 generico .

REFERENCE

[1] Comunicazione della commissione al parlamento europeo, al consiglio, al comitato economico e sociale e europeo e al comitato delle regioni “Sviluppare la dimensione europea dello sport. Libro bianco sullo sport”, 11 luglio 2007, https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52007DC0391&from=IT  .

[2] Commissione europea (2014), Gender Equality in Sport: Proposal for Strategic Actions 2014-2020, pag.19.

http://ec.europa.eu/sport/events/2013/documents/20131203-gender/final-proposal-1802_en.pdf .

[3] Report EIGE, Istituto Europeo per l’uguaglianza di genere, “La parità di genere nello sport”.

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